SEO per Magento: Guida sui fattori chiave per un’ottimizzazione perfetta

Oggi parliamo di un CMS che si può paragonare a quegli oggetti che, attraversando le generazioni non tramontano mai, se non li possiedi non puoi dire che hai vissuto appieno gli anni in questa terra, come uno smartphone particolarmente iconico o un capo di abbigliamento che determina uno status symbol. Ecco, Magento rappresenta questo nel circoscritto mondo degli e-commerce, un punto di riferimento per chi decide di aprire un negozio online con successo.

Parte da questa, forse un po’ ardita, similitudine, il nostro punto di vista sui fattori più importanti per mettere in strada, nella migliore maniera possibile, la ‘Ferrari degli e-commerce’.

 

SEO per ecommerce Magento: Introduzione

Partiamo subito dicendo che Magento….non è WordPress.
La vostra risposta immagino possa essere: “grazie al c….ielo!”, nella migliore delle ipotesi. Ma secondo me, partire sapendo che il nostro caro CMS per e-commerce ha dei pregi e difetti differenti rispetto alla piattaforma per blog regina del mercato, aiuta a prendere le dovute contromisure iniziali per iniziare una ottimizzazione SEO sicuramente più elaborata.

Quindi il primo consiglio che ci sentiamo di darvi, è quello di scegliere di farsi affiancare da un programmatore all’altezza della situazione, aspetto fondamentale per fare le modifiche di cui si avranno bisogno per tirare a lucido la piattaforma in ottica SEO.

Importante ricordare che Magento massimizza i propri vantaggi in ambito SEO quando l’e-commerce in questione ha in catalogo molti prodotti distribuiti in altrettanto numerose categorie/sottcategorie. In caso contrario sarebbe opportuno valutare l’accoppiata WordPress-Woocommerce,  perché più malleabile e  quindi meno dispendiosa da gestire ed ottimizzare.

 

Guida SEO per Magento: Attenzione ai duplicati!

Scendiamo nello specifico della questione parlando di uno dei più impattanti problemi su cui soffermarsi quando si vuole ottimizzare questo tipo di e-commerce, e cioè le pagine prodotto duplicate.

Di default le pagine prodotto in Magento sono allocate dopo la root (ad esempio www.esempio.com/nomeprodotto/), così da non legare i prodotti ad una sola categoria quando invece potrebbero essere contenuti in più categorie.

Sovente questo viene in parte disatteso, in quanto ci troviamo a lavorare in siti dove la pagina prodotto viene duplicata in tutte le categorie di appartenenza più quella di default.

Attenzione quindi a controllare bene questa parte.

 

La soluzione è tutta questione di…rel=’canonical’

Per risolvere questo tipo di istanza, facciamo accenno ad un altro aspetto molto importante da controllare in fase di ottimizzazione Magento, ovvero la gestione dei rel=’canonical’.
In molti casi ci siamo dovuti imbattere su dei canonical tarati male, e potete solo immaginare come questo porti lo spider del motore a far confusione nel capire quali sono le pagine da tenere conto per l’indicizzazione.

Ri-allacciandoci alle soluzioni del ‘affaire duplicati’, i canonical ci vengono in soccorso in quanto se le pagine prodotto duplicate annidate dentro le categorie vengono eliminate dall’ alberatura e canonicalizzate verso la versione vicino alla root, Google capisce che questa è la versione ufficiale e non prende più in considerazione, eventualmente rimuovendole anche dalla SERP, in caso si fossero indicizzate.

 

Gestione dei filtri prodotto su Magento

Se impostando dei rel=’canonical’ coerenti con la struttura del sito si fa un bel passo avanti nell’ottimizzazione SEO di Magento, un’altra questione si staglia all’orizzonte minacciosa: la gestione dei filtri prodotti che, se non pensata in maniera intelligente, potrebbe creare una miriade di pagine con URL parametrico, senza alcun valore ai fini del portare valore SEO al sito, ma con il risultato di far spendere un ingente quantità di crawl budget allo spider che deve scansionare le pagine del sito per conto del motore di ricerca.

Nel paragrafo precedente abbiamo introdotto, passato leggermente inosservato, il concetto di ‘valore SEO’, fondamentale per la gestione dei filtri. In pratica, in base al concetto appena ricordato, si opera una distinzione tra pagine generate che non hanno nessun valore per il visitatore perché è altamente improbabile vengano ricercate (ad es. tutte le combinazioni dei prezzi, da…a…) a quelle invece che potrebbero posizionarsi in keyword specifiche dall’alto potenziale di conversione (ad esempio: il filtro per brand).

Quindi, come gestire la situazione? Semplicemente, impostando i meta robot delle pagine generati dai parametri di prezzo con ‘noindex’ ‘nofollow’, mentre trasformando le pagine di valore in vere proprie pagine statiche, con contenuto unico e ottimizzato.

 

Esempio di filtro con pagine importanti ai fini SEO

Per far comprendere meglio l’ultimo caso prendiamo sempre come esempio le pagine di brand. Prodotti categoria/sottocategoria filtrati per brand, quindi la keyword principale di riferimento si forma con [nome categoria/sottocategoria]+[brand], che in molti casi è di grande interesse SEO visto che i possibili clienti è probabile che se gli interessi una cosa specifica, cerchino con query di questa entità o correlate (in pratica, sottocategoria=camicie in jeans filtrata per brand=Diesel, si forma una pagina dall’URL statico www.esempio.com/camicie/camicie-in-jeans/diesel ottimizzata per la keyword ‘camicie in jeans Diesel’).

Capite bene le potenzialità di queste pagine a livello di attrattività alla conversione se gli viene assegnata la giusta importanza e visibilità nella ricerca organica.

 

Sfruttate gli elementi dinamici dei prodotti per creare dei ‘pattern’ ad hoc

Abbiamo appena visto come generare potenzialmente una grande quantità di pagine preziose per ottimizzare a livello SEO il nostro e-commerce.  La parte più spinosa è quella di differenziare i contenuti (comprensivi di meta tag, tag di Heading, ecc…) per tutte le diverse pagine in questione. In soccorso però ci vengono i cosiddetti ‘pattern’, i quali si basano sugli attributi dinamici dei prodotti di cui dispone Magento, i quali sono completamente personalizzabili a seconda delle esigenze.

Ma cosa sarebbero i ‘pattern’ che dovrebbero interfacciarsi con gli attributi? Sono delle regole di composizione automatica di meta tag title e description, titolo e sottotitoli H1 e Hn, creati di volta in volta richiamando proprio gli attributi in questione.
Un esempio pratico di un meta tag title di una sottocategoria potrebbe essere, ‘[Nome Sottocategoria]: [Nome categoria] in offerta al miglior prezzo’, quindi ‘Camicie in Jeans: Camicie in offerta al miglior prezzo’.

 

L’ottimizzazione del robots.txt su Magento

Come ultimo consiglio, spostiamo l’attenzione su una cosa che sarebbe sempre fondamentale e non solamente quando si parla di SEO per e-commerce su Magento. Stiamo parlando del robots.txt ovviamente, dove qui sotto ne vediamo un estratto da un sito:

robots.txt completo

Quale caratteristiche sono interessanti da sottolineare per avere un file robots.txt ottimizzato per Magento?

  1. ‘Disallow’ delle pagine parametriche dei filtri: questione che si collega al discorso fatto in precedenza, in questo file diamo direttiva anche di non analizzare questo tipo di pagine, oltre che di non indicizzarle;
    filtri magento robots.txt
  2. Pagine non utili ai fini dell’indicizzazione: Il ‘Disallow’ va impostato in tutte le pagine di ‘carrello’, ‘ricerca interna’ e nei cosiddetti, ‘no clean URL’, come quelli che riportano i SID (Session ID);
    robots.txt e-commerce magento
  3. Attenzione particolare a dichiarare le sitemap: Importante dichiararle sempre, divise per lingua e, e se possibile, redarne una specifica anche per le immagini.
    sitemap robots.txt magento

 

Conclusione

Negli e-commerce, molte volte più visibilità significa maggiori vendite, per cui avere un sito in Magento ottimizzato al meglio tante volte fa la differenza tra la vita e la morte.

E il tuo di e-commerce, come va?

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