Migrazione SEO: la guida per non sbagliare

Tutto sulla migrazione SEO di un sito web: che cos’è, perché va fatta, come effettuarla correttamente per non perdere traffico e visibilità online

La migrazione SEO rappresenta l’insieme delle attività tecniche da effettuare su un sito web in fase di pubblicazione al fine di garantire il mantenimento del trust ottenuto nel corso degli anni e del traffico in ingresso proveniente dai motori di ricerca. Migrare un sito è probabilmente una delle attività più difficili, più delicate e purtroppo molto spesso sottovalutate da chi lavora nel mondo del web e per effettuarla in maniera corretta ed efficace son richieste ottime competenze tecniche.

Le pagine dei siti web presenti negli indici dei motori di ricerca, come il vino, con il passare del tempo acquisiscono valore, grazie al contenuto presente in esse e ad eventuali link in ingresso che ricevono. Questo valore, attribuito dall’algoritmo del motore di ricerca, permette alla pagina di ottenere una certa visibilità nei risultati di ricerca quando le persone cercano qualcosa in target con il contenuto della pagina.

In sostanza, perché la pagina acquisisca valore e si posizioni deve:

  • essere ottimizzata per i motori di ricerca;
  • poter essere letta ed analizzata dagli spider.

Prima di entrare più nel dettaglio nell’argomento migrazione sito, se non sei un tecnico e non sai di cosa stiamo parlando, ti consiglio di leggere questi primi paragrafi di testo poiché introdurremo dei concetti che ti serviranno poi a capire perché è importante non sottovalutare questa attività.

Status code: cosa sono i codici di risposta

Queste pagine sono raggiungibili da un indirizzo univoco, chiamato URL, il quale viene quotidianamente interrogato dagli spider che ne analizzano il contenuto. Se la pagina risponde correttamente, restituisce un codice di stato(Status Code) e lo spider può iniziare a leggere il contenuto, se la pagina non è disponibile o non è raggiungibile, restituisce altre tipologie di codice e lo spider non può leggere il contenuto.

Esistono varie tipologie di codici di stato, senza entrare troppo nel dettaglio, analizzeremo le 3 più utilizzate, ovvero:

  • Status Code 200;
  • Status Code 301;
  • Status Code 404;

Quando una pagina risponde con Status Code 200 significa che è tutto OK, la pagina risponde correttamente e lo spider può iniziare a leggere i contenuti presenti in essa. Di prassi, tutti i contenuti più importanti di un sito, in modo particolare quelli che contribuiscono a generare profitti per il business di un cliente, dovrebbero rispondere correttamente.

Status code 301 – “moved permanently” – rappresenta un re-indirizzamento di pagina. Significa che lo spider tenta di analizzare una pagina tramite un indirizzo x, la pagina comunica allo che quell’indirizzo non esiste più e che deve accedere tramite l’indirizzo y. A quel punto lo spider bussa nuovamente alla porta dell’indirizzo y, verifica il codice di risposta e se è tutto ok(200) entra ed analizza il contenuto.

Status code 404 – “not found” – è  un messaggio di avviso. Significa che la risorsa interrogata dallo spider non è stata trovata. Quando navighi su Google, clicchi su un risultato di ricerca e trovi una pagina 404… nel 99% dei casi risponde con status code 404. Quando lo spider trova una pagina che risponde in questo modo, non entra e passa oltre. Da un punto di vista tecnico, il 404 potrebbe rappresentare un potenziale problema poiché se permane per molto tempo, il motore di ricerca può decidere di rimuovere la pagina dal suo indice.

Il posizionamento sui motori di ricerca

Una volta che la pagina del sito è stata inserita nell’indice, inizia ad acquisire valore che servirà alla pagina e al sito web che la contiene ad entrare in competizione con gli altri risultati di ricerca, quando le persone appunto effettuano una ricerca specifica.

Grazie alle attività di posizionamento sui motori di ricerca, viene sfruttato tutto il potenziale delle pagine per cercare di ottenere maggior visibilità con più chiavi di ricerca differenti, non è detto che queste attività vengano effettuate su tutti i siti web.

Infatti, anche se il tuo sito è già stato pubblicato online e magari è su da ormai qualche anno, molto probabilmente ha già ottenuto dei posizionamenti in modo naturale.  E’ necessario effettuare delle verifiche di accertamento.

Ad esempio, ad oggi molti siti ecommerce legati a brand importanti non hanno mai svolto attività di posizionamento organico, nonostante ciò hanno acquisito nel tempo quel valore che gli permette comunque di avere visibilità con chiavi di ricerca importanti.

Quindi, come faccio a capire se questa migrazione è un’attività importante per il mio business?

Avrai  sicuramente capito che la migrazione di un sito è molto importante per il tuo business. Migrare significa “trasferirsi in un luogo diverso da quello di origine” – ndr Wikipedia –  quindi, se pensi di rientrare in una delle attività che ti andrò ad elencare qui sotto, sicuramente dovrai implementare una strategia per migrare l’attività seo del tuo sito web in modo da non perdere il valore acquisito fin ora.

  1. Cambio nome dominio: per qualsiasi motivazione devi cambiare la denominazione del tuo sito web, ad esempio da sitoweb.it a www.nuovositoweb.it
  2. Cambio TLD(top level domain): se hai un sito multi lingua e hai la necessità di ottimizzare una o più lingue specifiche, ad esempio da sitoecommerce.it/de/ a www.sitoecommerce.de
  3. Cambio protocollo HTTP/HTTPS: se hai acquistato un certificato SSL e vuoi cambiare il protocollo dell’indirizzo del sito, ad esempio da http://www.sitoweb.com a https://www.sitoweb.com
  4. Cambio piattaforma: la tua web agency sta rifacendo il sito web e ti ha suggerito di utilizzare WordPress invece di Joomla o qualsiasi altro Sistema per la Gestione dei Contenuti (CMS)
  5. Aggiornamento layout e grafica del sito attuale
  6. Decidi di accorpare la versione mobile del tuo sito con quella desktop utilizzando un solo indirizzo, ad esempio da m.sito.com a sito.com
  7. Decidi di cambiare gli indirizzi di un gruppo di pagine del tuo sito web, ad esempio devi aggiornare il catalogo prodotti del tuo sito ecommerce oppure vuoi ristrutturare l’architettura delle categorie e delle sottocategorie del tuo blog.

Senza altri giri di parole: a cosa serve la migrazione SEO di un sito web? Perché dovrei farla?

La migrazione seo di un sito web serve a non perdere i posizionamenti raggiunti fin ora sui motori di ricerca, evitare cali di traffico non a pagamento, migliorare ed aumentare la visibilità dei contenuti del sito per aumentare(nel medio/lungo periodo) il numero dei posizionamenti e il traffico in ingresso ma, Cosa più importante: garantire la continuità del servizio ai visitatori.

La migrazione SEO va fatta anche sui siti e-commerce?

Questo tipo di attività va svolto su qualsiasi tipologia di sito web, vetrina, corporate, catalogo, blog, portale e soprattutto e-commerce poiché è importantissimo garantire il corretto funzionamento del sito e del servizio ai tuoi clienti per evitare cali di fatturato.

Se un visitatore cerca un prodotto specifico su Google ma la scheda prodotto non è raggiungibile in quel momento, il visitatore esce dal tuo sito e cerca altrove, c’è poco da fare!

Ecco alcuni screenshot che rappresentano il traffico e le keyword di un sito e-commerce di un prospect, pubblicato a metà settembre, nel quale non è stata implementata una corretta strategia di migrazione seo.

Questo rappresenta una stima del traffico non a pagamento generato l’ultimo anno
Questo rappresenta una stima dei posizionamenti ottenuti l’ultimo anno
Qui analizziamo nel dettaglio il calo dei posizionamenti in prima, seconda e terza pagina dal momento in cui si suppone sia stato pubblicato il sito ad oggi.

Quali sono le attività da svolgere durante la migrazione SEO di un sito web?

Adesso che hai ben chiaro il concetto e sai cosa significa migrare l’attività SEO di un sito web, possiamo entrare nel dettaglio e definire una lista di attività(checklist) da splittare in 3 parti, infatti la migrazione è un insieme di attività svolte prima, durante e dopo la pubblicazione online di un sito web.

Quanto tempo serve?

La risposta è: dipende dal numero di contenuti indicizzati sui motori di ricerca e dalla complessità del sito. Un sito di piccole dimensioni richiederà sforzo e tempo inferiore rispetto ad un sito ecommerce, multilingua, con migliaia di prodotti indicizzati su Google.

Migrazione SEO: cosa fare prima/durante/dopo la pubblicazione

Di seguito riepiloghiamo le cose più importanti da prendere in considerazione durante tutte le fasi della pubblicazione online di un sito web.

  • Assicurati che il nuovo sito sia ottimizzato per i motori di ricerca
  • Title, description, h1 e descrizione dettagliata di ogni singolo contenuto del nuovo sito deve corrispondere al vecchio
  • Utilizza dei software di position tracking per identificare l’attuale keyset e monitorarlo nelle fasi successive
  • Se il sito in sviluppo è hostato su sottodominio(es. stage.sito.it), accertati che sul sito in sviluppo sia stato caricato il file robots.txt contenente le regole di esclusione degli spider in modo da non indicizzare sui motori di ricerca il sito in sviluppo.
  • Assicurati di avere sotto mano una scansione completa del vecchio sito e del sito in sviluppo;
  • Definisci la lista completa delle pagine attualmente indicizzate in Google Search e Google Immagini;
  • Utilizza un foglio di calcolo(excel) per mappare tutte le url e creare le relazioni 1 to 1 per ogni url, serviranno poi per creare le regole di redirect;
  • Preferisci l’utilizzo di .htaccess per gestire le regole di redirezione.
  • Se il numero di url è elevato(sopra le 1000) cerca di gestire i redirect con le espressioni regolari;
  • Se nemmeno con le espressioni regolari riesci a contenere il numero di regole di redirezione utilizza un sistema database o un componente aggiuntivo per il tuo CMS(se ne stai utilizzando uno);
  • Assicurati di avere la lista completa dei backlink;
  • Aggiorna il foglio di calcolo e mappa tutti i backlink, anche in questo caso crea delle relazioni per indirizzare i backlink verso le nuove pagine del sito;
  • Verifica il corretto funzionamento della xml del nuovo sito;
  • Al momento della pubblicazione, dopo che i file del sito in sviluppo sono stati caricati nello spazio hosting del sito online verifica che il file robots.txt funzioni, rimuovi le regole di esclusione precedentemente impostate.
  • Se invece mantieni lo stesso dominio sposta il puntamento DNS verso il nuovo IP. Tramite il pannello di controllo del dominio cambia il puntamento DNS dal vecchio web server al nuovo;
  • Durante il primo periodo di tempo dopo la pubblicazione online del nuovo sito web, mantieni nel tuo spazio web i file del vecchio sito, comprese le immagini;
  • Dopo la pubblicazione del sito invia la sitemap a Google Search Console;
  • va Search Console, tieni monitorate, in particolar modo nel primo periodo dopo il Go Live, le statistiche di scansione del sito(tempo download pagina, kb scaricati, numero pagine sottoposte a scansione);
  • sempre via Search Console, tieni monitorato il numero di pagine presenti nell’indice di Google;
  • Effettua una nuova scansione dei contenuti del nuovo sito e verfica che tutto funzioni;
  • Fai una prova del 9 lanciando una scansione di tutte le pagine indicizzate del vecchio sito e verifica che ognuna indirizzi correttamente verso la pagina corrispondente del nuovo sito;
  • Verifica che tutte le pagine del nuovo sito carichino velocemente.

Ho svolto tutte le attività in modo corretto ed impeccabile ma nonostante tutto ho subito un calo di visite, come mai?

Dopo la pubblicazione c’è sempre una fase di assestamento poiché gli spider devono avere il tempo di elaborare un po’ alla volta tutte le pagine e i contenuti del nuovo sito, in questa fase può succedere che alcune pagine vengano prese in considerazione e messe sulla bilancia con altri concorrenti e può succedere che il punteggio di qualità della pagina subisca delle variazioni. Più il gruppo di pagine è più consistente più bisogna prestare attenzione a questa fase.

Questo è uno dei motivi per cui è importantissimo che i redirect 301 del sito funzionino correttamente in modo da agevolare gli spider in questa fase di lavoro.

Ad ogni modo, se la migrazione seo del sito è stata fatta bene, il tempo di assestamento sarà minore inoltre, se implementata a monte una corretta strategia di posizionamento, il traffico e i posizionamenti possono aumentare notevolmente rispetto al vecchio sito.

Non sei sicuro di aver migrato correttamente il tuo sito?

Possiamo aiutarti noi con la migrazione seo del tuo sito web, con il nostro metodo ti seguiremo passo passo in tutte le fasi dell’attività.

Contattaci subito prima che sia troppo tardi.