SEO in Cina: Suggerimenti base per approcciare una strategia nel 2018

Partiamo con un assunto di base: per i SEO doversi approcciare al mercato cinese sarà sempre un operazione definibile come ‘croce e delizia’. E sempre rimarrà tale, perché se da una parte specializzarsi o comunque fare delle esperienze rilevanti in questo ambito fa gola a tutti visto e considerato le enormi possibilità lavorative che offre questo particolare mercato, dall’altra parte le difficoltà legate a doversi misurare con un paese distante anni luce da quelli che sono i nostri dogmi culturali non è esattamente un muro facilmente abbattibile.

Infatti basti pensare solamente alla lingua, per non parlare proprio delle differenze socio-culturali, sia tra quella occidentale e orientale, sia interne tra le varie zone di un paese vastissimo a livello geografico.

Quindi, voi mi direte, questo è un post fatto per dissuadere le persone a intraprendere questa esperienza di ‘conquista della Cina’ da novelli Marco Polo?
E invece no, tutt’altro, sono solo dei consigli utili per chi, da completo neofita, vorrà partire per questo ‘viaggio’ con il piede giusto, facendo si che sia un’esperienza più da ‘delizia’ che da ‘croce’.

Google è ‘Davide’ e non ‘Golia’

La prima, fondamentale, cosa da sapere per iniziare una qualsivoglia strategia di digital marketing nel mercato cinese, è che quello che noi professionisti del settore in occidente consideriamo al centro dell’universo, il nostro ‘sole’, cioè Google, praticamente non esiste.

In Cina Baidu, con circa il 70% del marketshare, detiene la più grossa fetta di mercato, con Haosou che fa la parte di Bing in occidente, e che quindi raccoglie le briciole lasciategli.

Ma come mai lo strapotere di Google non è riuscito a penetrare uno dei mercati più importanti al mondo? Semplice, nel 2010 le importanti censure imposte dal governo di Pechino scatenarono una contesa con lo stesso motore di ricerca, il quale decise di abbandonare il progetto, reindirizzando tutte le pagine verso il domino ‘.com.hk’ di Hong Kong.

A onore di cronaca, da quest’estate sono cominciate a circolare delle voci di un probabile ritorno di Google in Cina, con un portale di ricerca che si auto-censura, eliminando i risultati scomodi, piegandosi di fatto alle richieste del governo Cinese. Ma per il presente (anche per l’immediato futuro) la supremazia di Baidu, che conserva otto anni di vantaggio competitivo nel mercato, è ancora ben marcata.

Scopriamo Baidu: Quali sono le sue caratteristiche?

Tornando a questioni più pratiche, Baidu si presenta molto simile graficamente a Google, ma a livello di funzionalità negli anni si è differenziato enormemente, adottando delle caratteristiche uniche rispetto a Google.

Ma quali sono queste peculiarità?

  • Il motore è completamente focalizzato sulla lingua cinese, quindi da priorità ai siti scritti in cinese, analizzando parole e frasi di tale lingua in maniera molto più efficace;
  • La Brand Zone, è la forma di advertising ‘premium’di Baidu, che permette di realizzare un mini sito personalizzabile dedicato al brand, il quale andrà a posizionarsi all’inizio dei risultati di ricerca legato alla parola chiave che identifica il marchio;
  • La Baidu Baike: Una sorta di ‘Wikipedia’ dove si trovano informazioni relative alla query ricercata;
  • I sottodomini sono mal digeriti, il motore preferisci che i siti in lingua cinese siano dedicati e ovviamente con estensione .cn (come vedremo più tardi);
  • Baidu non ama i robots.txt, preferisce che per la stessa funzione venga utilizzato il file .htaccess. Altro motivo per cui è sconsigliato utilizzare un sottodominio;
  • Al click sui risultati, questi ultimi si aprono in una nuova finestra del browser.

Alla luce di questi strumenti, nei prossimi paragrafi andremo a vedere più approfinditamente quali sono i fattori da considerare per la SEO ‘ Baidu oriented’, così da non farsi trovare impreparati in caso di necessità.

SEO su Baidu: Accorgimenti utili da seguire

Aldilà di strumenti utili come la Brand Zone che sono strumenti di advertising a pagamento, la miscela tra le caratteristiche che offre questo particolare motore di ricerca, e il contesto politico/culturale dov’è immerso, fanno si di ottenere delle prerogative che danno delle sfumature diverse al consueto modus operandi dell’analisi SEO, le quali non vanno assolutamente sottovalutate se non si vuole incorrere a dei rovinosi insuccessi.

Strategia e Geografia

Come detto precedentemente, Baidu ragiona e ‘pensa’ solamente in cinese, questo è un fattore fondamentale che deve essere una delle leggi fondamentali dove posare la strategia SEO per un sito in questo mercato.

Inoltre dovremo tenere conto della vastità geografica del paese in questione, dove le culture, i vari dialetti e quindi le esigenze delle varie persone sono totalmente diverse tra loro.

Gli spunti che si possono ottenere da questi assunti, sono quindi:

  • Studiare il mercato di interesse, targettizzare in maniera precisa il mercato che vogliamo raggiungere, ricordandosi sempre di farlo con la mentalità delle persone che abitano nel contesto cinese, tenendo sempre conto delle diversità interne, come dicevamo prima;
  • Individuare le keyword di riferimento che, attenzione, potrebbero non essere le stesse che cercherebbe un occidentale (In questo caso potrebbe venirci in aiuto ‘Baidu Consumer Index’, tool che analizza i trend di ricerca in Cina).
    Le abitudini sono diverse e anche le ricerche cambiano, per esempio, gli occidentali preferiscono ricorrere a query brevi (per questo esistono quelle di ‘long tail’), mentre i cinesi effettuano query più lunghe e i caratteri del loro alfabeto offrono una varietà di opzioni che inducono ad uno studio ancora più certosino e attento. Da tenere d’occhio anche la lista delle keyword proibite, Wikipedia ne fornisce sempre una lista aggiornata;
  • Se si è già in possesso di un sito internet con dei contenuti performanti, non è così scontato che si possano solo tradurre per ottenere la versione cinese del sito in questione. In molti casi, una cultura così diversa necessita un sito completamente rivisitato e non solo tradotto, secondo i canoni grafici e di gusto cinese, che sono diversi dai nostri;
  • Analisi della concorrenza, anche in questo caso rivista in chiave mercato cinese.

Interazione con la piattaforma di Baidu

Per riuscire a sfruttare al massimo la quota di visibilità offerta dal motore di ricerca dagli occhi a mandorla, bisogna cogliere al massimo tutte le opportunità che ti offre, e quindi interagire il più possibile con la piattaforma. Un modo per fare questo ve l’ho già enunciato, e sarebbe Baidu Baike, con una pagina stile Wikipedia dedicata al brand.

Altri mezzi possono essere Baidu Video, per caricare i video direttamente sulla piattaforma e quindi aver una migliore indicizzazione di questi, Baidu ZhiDao, servizio di domande e risposte che è molto influente in termine di posizionamento delle keyword informazionali, Baidu TieBa mentre è il social network del motore, che permette ai brand di avere una pagina aziendale per condividere status e contenuti multimediali.

Parlo e penso cinese…non basta! il sito dovrebbe anche ‘abitare’ in Cina

Se l’aspetto secondo il quale il sito per essere valutato in maniera positiva dal motore dovrebbe avere il dominio di primo livello identificativo cinese, e cioè .cn, sia abbastanza una cosa scontata visto anche i parametri di Google a riguardo, meno scontato può apparire l’aspetto di avere un hosting cinese, e cioè una ‘casa cinese’, per riuscire a essere concorrenziale e non essere penalizzati in SERP.

Dietro a questo fatto c’è la questione delle misure di controllo di internet da parte del governo con il cosiddetto ‘Great Firewall’ e del ban che hanno subito molti siti occidentali. Per esempio, se anche il tuo sito condivide l’hosting con uno di questi siti bannati, è facile che venga penalizzato se non a sua volta cancellato. Quindi l’hosting cinese, essendo più facile da controllare per le autorità, è già sinonimo di sicurezza di non avere siti al suo interno che possano uscire dalle linee guida dettate dal governo.

Conclusioni

Tirando un po’ le somme di questo viaggio un po’ esotico alla scoperta di una diversa galassia, riprendendo la similitudine di inizio articolo, vediamo che i macro principi da considerare per imbastire un lavoro veramente di livello siano si propri della SEO tradizionale, ma anche e sopratutto culturali.

La mentalità migliore per affrontare questo tipo di esperienze è quella di non dare mai per scontato che la cultura e la popolazione cinese siano a sé stanti, ma al contrario tenerlo sempre ben presente per valutare in maniera precisa gli impatti che questi possono avere nella elaborazione della vostra strategia SEO.

Per questo concludo con un proverbio cinese che, riflettendoci, potrebbe riassumere bene il concetto di addentrarsi in una cultura a noi sconosciuta e valutare in maniera corretta:

 

Devi attraversare il fiume prima di dire al coccodrillo che ha un cattivo alito.
(Proverbio Cinese)